proprietà intellettuale

Il Servizio di ORIENTAMENTO IP ha natura informativa e riguarda, essenzialmente, le iniziative da intraprendere in vista della partecipazione alla mostra.

Info

Il servizio è gratuito per tutti i nostri espositori iscritti ed è dedicato alle modalità di tutela e alle strategie di difesa della proprietà industriale ed intellettuale.

Gli incontri si terranno presso gli uffici di HOMI MILANO attivi durante i giorni di manifestazione al piano ammezzato del Centro Servizi.

Qualora nello svolgimento del servizio lo Studio da noi incaricato dovesse trovarsi in una situazione di conflitto di interessi, si asterrà dal fornire le informazioni richieste e indicherà all’Espositore che ne abbia interesse il nominativo di altro consulente in PI cui lo stesso potrà eventualmente rivolgere le proprie domande. In questa ultima ipotesi, la consulenza prestata dal professionista indicato, non potrà essere considerato Servizio e rimarrà escluso.

COME ATTIVARE IL SERVIZIO

Potrai accedere al Servizio previa prenotazione, sarà necessario compilare in ogni sua parte il modulo di richiesta ed inviarlo alla casella di posta orientamentoIP@fieramilano.it

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REGOLAMENTO

MODULO DI RICHIESTA



F.A.Q.

La registrazione di un marchio in Italia ha costi contenuti, che variano a seconda del numero di classi merceologiche prescelte. Si rimane comunque nell’ordine di poche centinaia di euro, salvo la necessità di effettuare depositi di marchi più complessi e strutturati, nel qual caso può essere eventualmente utile rivolgersi a società di consulenza specializzate (mandatari). Anche in questi casi, tuttavia, il costo di un deposito nazionale al lordo delle competenze del mandatario può considerarsi contenuto. Se si desidera registrare il marchio in diversi paesi, il marchio comunitario costituisce una valida risposta ed è decisamente vantaggioso, considerando che la registrazione ha validità in tutti gli attuali paesi membri dell’Unione Europea e comporta un costo assai inferiore alla somma delle singole registrazioni nazionali che occorrerebbe effettuare nei predetti paesi. Se l’interesse del titolare del marchio si estende anche a paesi extracomunitari è possibile presentare una domanda di registrazione internazionale per i paesi che aderiscono all’Accordo / Protocollo di Madrid. Il costo di questo tipo di registrazione si compone di una tassa base più una tassa per ciascuno degli stati indicati nella domanda di registrazione ed aumenta secondo il numero di paesi in cui si desidera registrare il marchio. La registrazione di marchio dura in genere 10 anni ed è rinnovabile, rappresentando dunque per il titolare un investimento duraturo.

La registrazione di un marchio ha valore territoriale, limitato allo stato in cui viene effettuata la registrazione. Esistono tuttavia sistemi di protezione sovranazionale per i paesi dell’Unione Europea (marchio comunitario) e per quelli membri dell’Accordo / Protocollo di Madrid (registrazione internazionale), molto convenienti sia dal punto di vista dei costi sia sotto il profilo della conseguente estensione territoriale della tutela.

La registrazione del marchio viene ottenuta unicamente per i prodotti e servizi indicati nella domanda di deposito che nella maggior parte dei paesi sono suddivisi in base ad una apposita classificazione merceologica. Con la registrazione si acquisisce il diritto all’uso esclusivo del marchio per quei prodotti e servizi. Salvo casi particolari relativi a marchi notori e di rinomanza, non si potrà quindi impedire l’’uso del marchio per prodotti e servizi diversi e non affini.

In Italia ed in alcuni paesi esteri è prevista in particolari condizioni la tutela per marchi usati ma non registrati, i cosiddetti marchi di fatto. Tuttavia è sicuramente più difficile difendere l’esclusiva di questo genere di marchi, la cui protezione è notevolmente più limitata rispetto a quella del marchio registrato: essa è infatti circoscritta al territorio in cui il marchio è stato effettivamente usato, purchè si tratti in genere di un territorio con dimensione non puramente locale, ed occorre considerare che con l’interruzione dell’uso si perde qualsiasi diritto. Al contrario, per un marchio registrato l’uso è d’obbligo solo entro il quinto anno dalla registrazione. La registrazione del marchio è dunque sempre la strada consigliabile per mantenerne l’esclusiva, ed è evidentemente possibile richiederla e ottenerla anche per marchi in uso già da tempo, al fine di rafforzare una protezione che altrimenti è precaria.

La scelta di un marchio per contraddistinguere un prodotto o servizio va svolta con molta attenzione, e tenendo conto di alcune regole fondamentali. In particolare il marchio deve essere nuovo, ovvero non identico o simile ad altri marchi già registrati per prodotti o servizi identici o simili; se non si tiene conto di questa regola si può essere esposti al rischio di essere diffidati o citati in giudizio dal titolare di un marchio precedente, con la conseguenza di dover cambiare il marchio con il quale, nel frattempo, è stato già lanciato un nuovo prodotto o servizio. Per non correre questo rischio, è consigliabile effettuare una ricerca di anteriorità. Il marchio inoltre non deve essere descrittivo del prodotto o servizio, per esempio un termine generico usato comunemente in relazione al prodotto stesso, né composto unicamente da un termine laudatorio, non deve trarre in inganno circa la qualità del prodotto o servizio, deve essere capace di identificare il prodotto o servizio e distinguerlo da quelli dei concorrenti e deve essere utilizzabile anche in tutti i paesi in cui si ha intenzione di esportare il prodotto o prestare il servizio.

La novità di un marchio è un requisito essenziale per la sua adozione, inclusa la registrazione. Il marchio non deve essere né identico né troppo simile a un marchio già usato e / o registrato da terzi per la stessa categoria di prodotti o servizi. Ci si può accertare della novità del proprio marchio con l’aiuto di un consulente in proprietà intellettuale, che effettua una ricerca di anteriorità fra i marchi già registrati in Italia e nei paesi in cui si desidera depositare una domanda di registrazione. Il costo di tali ricerche varia in base ai parametri ed all’estensione dell’indagine, tenuto conto che l’investimento è giustificato dalla ragionevole certezza che il marchio non risulterà nullo per difetto di novità né sarà passibile di attacchi da parte di titolari di marchio anteriori.

La legge italiana protegge a certe condizioni l’uso esclusivo di marchi che godono di rinomanza anche per prodotti o servizi diversi da quelli per i quali il marchio è stato registrato (cd. tutela ultra-merceologica). Tentare di utilizzare o registrare un marchio rinomato anche per prodotti o servizi per i quali quel marchio non è usato potrebbe dunque essere contro la legge ed esporre a diffide ed azioni legali da parte del titolare del marchio noto.

In Italia non vi sono disposizioni che impongono l’utilizzo di specifiche indicazioni per contraddistinguere marchi depositati o registrati. Inoltre, l’uso di questi simboli non aggiunge nulla alla tutela del marchio conferita dalla registrazione. La funzione del simbolo ® è semplicemente quella di ricordare al pubblico dei consumatori ed ai concorrenti che il marchio è registrato. Ciò può essere necessario soprattutto per i marchi di cui si teme la volgarizzazione, fenomeno di cui sono stati vittime alcuni marchi utilizzati per prodotti innovativi di successo. Occorre però fare attenzione poiché se la legge non impone accanto al marchio l’indicazione di registrazione, la vieta espressamente nel caso in cui il marchio non sia effettivamente registrato. Pertanto, solo quando il marchio è effettivamente registrato è possibile contrassegnarlo con la ®, ed è importante notare che, seppure gli effetti della registrazione decorrono dalla data di deposito della domanda, un marchio depositato non è un marchio registrato.

E’ bene attivare, dopo il deposito, una sorveglianza che informi rapidamente il titolare se qualcuno ha richiesto una registrazione confondibile a quella “sorvegliata”. Alcuni servizi di sorveglianza riescono ad intercettare una domanda anche prima che arrivi a pubblicazione. Entro un termine di alcuni mesi, fissato dagli uffici, si può depositare opposizione alla registrazione, prima che il marchio avversario vada a registrazione. In questo modo, intanto si blocca la registrazione e poi l’Ufficio competente decide se il marchio successivo interferisca o meno: ciascuna delle parti può argomentare, di solito per iscritto, a suo favore. L’ufficio emette quindi una decisione. La procedura ha il vantaggio di essere nel complesso meno costosa e più rapida di una causa civile contro un marchio.

Allora è necessario attivare un servizio di investigazione, per raccogliere le prove della contraffazione sul territorio e poi agire di fronte al giudice competente, per il tramite di uno studio legale (preferibilmente specializzato) al fine di far cessare la contraffazione e chiedere, se del caso, un risarcimento del danno.

La riposta può essere il deposito di una domanda di brevetto finalizzata ad ottenere un diritto di esclusiva per lo sfruttamento del trovato. I brevetti sono di diverse tipologie. Il brevetto per invenzione tutela aspetti tecnici e tecnologici di un prodotto o di un procedimento che possiedano caratteri di novità, originalità, applicabilità e riproducibilità a livello industriale. Questo brevetto dura 20 anni. Il brevetto o modello di utilità protegge la conformazione di un prodotto atta a conferire al prodotto stesso un vantaggio in termini di utilizzo ed efficienza, purchè si tratti di una soluzione nuova alla luce dello stato anteriore della tecnica pertinente. La tutela conferita dal modello di utilità ha durata di 10 anni.

E’ necessario presentare una domanda di concessione presso l’ufficio brevetti competente, che varia in base all’ambito territoriale richiesto: è possibile richiedere, infatti, un brevetto italiano, europeo, internazionale o comunitario. In Italia la domanda per la registrazione deve essere presentata all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM). Il titolo viene concesso a seguito di un esame preventivo e della pubblicazione della relativa domanda, volta a consentire a terzi che pretendano di vantare diritti anteriori di opporsi alla concessione della privativa.

I costi per richiedere tutela su una soluzione dotata dei requisiti di brevettabilità possono variare in base all’estensione territoriale ed al tipo di invenzione che si desidera proteggere: in ogni caso, si tratta di un budget molto spesso nettamente inferiore rispetto ai costi relativi a ricerca e sviluppo, produzione e commercializzazione dell’invenzione. In materia brevettuale diversamente che nel campo dei marchi, affidarsi a un team di consulenti consente di sfruttare al meglio gli strumenti di tutela della proprietà industriale che le normative nazionali e internazionali mettono a disposizione delle aziende. Prima di richiedere tutela per un brevetto, è sempre opportuno verificare che le nuove soluzioni non interferiscano con diritti pregressi di altre aziende. Al tempo stesso, è molto importante provvedere alla richiesta di tutela brevettuale prima della divulgazione dell’invenzione, per non scoprire in seguito di aver irrimediabilmente “regalato” ai concorrenti il frutto dei propri sforzi di innovazione e ricerca.

La protezione concessa ad un disegno o modello per il quale si è decisa la strada della non registrazione è limitata a tre anni dalla data in cui è stato per la prima volta divulgato all’interno dell’Unione Europea, di cui si dovrà necessariamente fornire la prova. Tale disegno, che non è assistito da una presunzione di validità come nel caso della registrazione, potrà essere fatto valere nei confronti di chi abbia consapevolmente copiato, in maniera identica e dunque non solo in forma di ispirazione confondibile, quanto oggetto del disegno. Da tenere presente, tuttavia, che eventuali “dimenticanze” possono essere sanate effettuando un deposito successivo di modelli già divulgati purchè entro un anno dalla prima divulgazione (cd. anno di grazia).

Sia la brochure, sia i contenuti del sito web, sia le foto, dovunque esse siano state copiate sono oggetto di copyright e possono essere difese, naturalmente purchè siano originali e non copiate a loro volta.

Il copyright, o “diritto d’autore”, nasce con la creazione dell’opera da parte dell’autore (es. un disegno, una foto, una brochure, un software). Quindi non sarebbe necessaria la registrazione. Tuttavia se si agisce contro qualcuno per violazione di copyright, se non c’è registrazione, spetta a chi si attiva per la difesa del copyright dimostrare che la propria creazione è avvenuta prima della copiatura. Se invece c’è una registrazione (di regola presso la SIAE, a fronte di costi molto contenuti), il problema è risolto perché la data di creazione risulta dalla registrazione.